Paola loves travelling | Il mio blog di viaggi - nel mondo e dentro me stessa
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La via più breve per giungere a se stessi

gira intorno al mondo

Arriviamo a Pisa che sono da poco passate le dieci. Ci affacciamo in Piazza dei Miracoli e... bum! Un vortice di ricordi mi travolge. Ripenso al treno delle 7.25 proveniente da La Spezia sul quale non trovavo mai posto a sedere, agli appunti che ripassavo a voce alta con la mia compagna di corso Martina il giorno dell'esame, alla stazione di San Rossore che intorno alle otto veniva invasa da una marea di studenti rumorosi e ancora un pò assonnati, alcuni provenienti da Lucca, altri, come noi, da Viareggio e dintorni...

Il rumore delle gomme di un auto sui sanpietrini, i panni umidi stesi alle finestre, la geometria variabile delle fronde spoglie degli alberi lungo il Tevere, il sapore dei biscotti che si sciolgono in bocca, una coppia che passeggia mano nella mano e si lascia andare a qualche timida effusione, il sottofondo costante di macchine e motorini in lontananza, i brandelli di un quotidiano calpestati per terra, il calore del sole sulle guance, un uomo a maniche corte, una famiglia romana a passeggio che mi fa sorridere, il profumo di pane, le melanzane alla parmigiana, le piante rampicanti sui muri delle case, il profilo di un albero di Natale ancora addobbato attraverso la finestra più alta di una palazzina malandata,

Sono quasi due mesi che non scrivo sul blog. In una certo senso, la cosa è stata consequenziale alla mia decisione, presa a inizio dicembre, di sottoporre il sito a una revisione grafica e contenutistica; una decisione lungamente ponderata, ma assolutamente necessaria se davvero sono intenzionata a fare le cose "sul serio" (o, per lo meno, a provarci). Si è trattato di una decisione che non è maturata così, dal nulla. A fine novembre ho partecipato, infatti, a un corso di blogging, durante il quale mi sono potuta per la prima volta confrontare vis a vis con altre persone che hanno deciso di intraprendere una strada simile alla mia. Utile, direte voi. Beh, sì: utile. Scambio di opinioni, confronto con altre esperienze, opportunità di crescita e arricchimento personale. Ma, oltre a questo, il corso è stato anche un bagno di realtà senza precedenti. E per una come me, abituata a essere sempre la prima della classe, questo è stato inizialmente molto demotivamente.

Yosemite National Park è un capolavoro di Madre Natura, un'armonia perfetta tra rupi alte quasi fino al cielo, pareti granitiche, cascate a strapiombo, prati verdissimi e sequoie giganti. Diciamo che ricorda un pò i paesaggi alpini d'alta quota, dove l'aria è frizzante, il cielo è più blu e l'unico rumore che si sente è quello del vento che scompiglia  le chiome degli alberi. In un certo senso, è il meno "originale" tra i parchi dell'Ovest Americano: ma questo non sminuisce assolutamente la sua bellezza, incomparabile e senza dubbio meritevole di una visita.

Oggi è una giorno un pò speciale, per diversi motivi. Prima di tutto, perchè oggi ho messo un punto a un percorso cominciato quasi un anno fa, un percorso che mi ha fatto riflettere, maturare, sciogliere nodi che fino a quel momento mi erano sembrati impossibili da districare e, soprattutto, mi ha fatto conoscere una parte di me prima sconosciuta. Non so che segno di interpunzione sia, questo punto: se un punto e virgola, in attesa di riprendere un domani il percorso lì dove adesso l'ho lasciato; se un punto e basta, perchè ciò che dovevo capire l'ho capito e non avrò mai più bisogno di ritornare su certi argomenti; o se, magari, si tratta di puntini di sospensione, che lasciano aperto qualsiasi scenario. Ecco, sì, forse sono proprio puntini di sospensione.

I tre giorni di tour nei parchi sono stati i tre giorni più indimenticabili del nostro indimenticabile viaggio nell'ovest americano. Lasciata alle spalle la frenesia di Las Vegas, ci siamo ritrovati a percorrere strade infinite che si perdono nell'orizzonte e a meravigliarci estasiati di fronte alla maestosità di una natura ancora padrona di se stessa, dove il visitatore è solo un ospite che deve muoversi con rispetto e ricordarsi di quanto l'uomo sia piccolo di fronte a così tanta imponenza. Il ricordo che ho di questi luoghi è di pace, armonia e, soprattutto, bellezza, una bellezza che ti toglie il fiato e che ti spinge a dire "non pensavo esistesse una cosa del genere"...