Paola loves travelling | Californication: on the road lungo la Pacific Coast Highway
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Californication: on the road lungo la Pacific Coast Highway

Californication: on the road lungo la Pacific Coast Highway

Il mio primo post di viaggio non poteva essere che questo: la California.

E non solo perché è stata la prima tappa del mio (anzi, nostro) meraviglioso viaggio di nozze, ma soprattutto perché, tra i saliscendi di San Francisco e le scogliere a picco sull’oceano di Big Sur, io c’ho veramente lasciato un po’ il cuore.
Se potessi, ci tornerei domani e indubbiamente ci rimarrei per più di una settimana, perché di cose da vedere e assaporare ce ne sono veramente tante, in particolare in una città sterminata come Los Angeles, in cui il tempo tiranno ti induce a visitare i luoghi più famosi e turistici, mentre di angoli nascosti da scoprire ce ne sarebbero veramente tanti. La promessa che io e Gabri ci siamo fatti è, quindi, di tornare a Los Angeles molto presto, dedicando tempo proprio ai quartieri meno battuti ma più intimamente autentici.

Il nostro itinerario di viaggio è stato un po’ insolito: considerate le temperature spesso proibitive che in agosto caratterizzano la Death Valley, abbiamo deciso di optare per il litorale; da San Francisco ci siamo diretti verso l’interno, direzione Yosemite Park; di qui, siamo tornati sulla costa, precisamente a Monterey, piccola e deliziosa località di mare a circa duecento km a sud di San Francisco. Da Monterey, abbiamo raggiunto Los Angeles percorrendo la California State Route 1, chiamata anche Pacific Coast Highway: una strada panoramica a picco sull’oceano che attraversa località come Big Sur, San Luis Obispo, Santa Barbara, Malibù, fino ad arrivare al celeberrimo molo di Santa Monica. Da Los Angeles, poi, abbiamo lasciato la California direzione Nevada.

Ecco, non so dire cosa ci siamo persi escludendo la Death Valley dal nostro viaggio: sicuramente un paesaggio surreale, quasi lunare, che almeno una volta nella vita meriterebbe di essere visto. Ma di certo so dire cosa non ci siamo persi percorrendo la Pacific Coast Highway: l’emozione di sentirsi veri viaggiatori on the road sulla costa californiana, con lo sguardo perso nel blu cobalto dell’oceano Pacifico e i Red Hot Chili Peppers in sottofondo, canticchiando “With birds I share this lonely view…”.

Appena fuori San Francisco, abbiamo incontrato la zona di Big Sur, a cui lo scrittore Jack Kerouac dedicò nel 962 l’omonimo romanzo.


I monti Santa Lucia si stagliano a picco sull’Oceano Pacifico ed è impossibile resistere dal fermarsi più e più volte lungo le piazzole di sosta a scattare foto: l’oceano è blu cobalto, le onde spumose e il paesaggio tutto interno incontaminato e selvaggio.
Non a caso, il tratto della Highway 1 che attraversa Big Sur è considerato come uno dei percorsi più scenografici degli USA, se non addirittura del mondo.

Proseguendo verso sud, si susseguono poi le cittadine di San Luis Obispo, di Morro Bay (con la Morro Rock che si erge dal mare), di San Simeon (dove i più curiosi vanno a visitare lo stratosferico Hearst Castle, residenza fiabesca del magnate della stampa William Randolph Hearst).

Una sosta che vale assolutamente la pena fare è quella al Garrapata State Park: ignari di cosa ci fosse, noi ci siamo lasciati incuriosire dalle centinaia di automobilisti che si erano fermati lungo la strada.
Una volta raggiunto il punto panoramico con vista spiaggia, abbiamo capito quale fosse l’attrazione: una colonia affollatissima di leoni marini, altro che quelli del Pier 39 di San Francisco!
Alcuni giocavano in acqua, altri se ne stavano spaparanzati al sole, ammassati gli uni agli altri: è stato divertentissimo spiarli da lontano e ascoltare il loro buffo ruggito.

Una volta ripreso il viaggio, abbiamo proseguito direzione Los Angeles senza più fermarci – tenete presente che l’intero tragitto SF-LA è durato quasi otto ore, includendo ovviamente le varie soste foto, pipì e cibo.

Sicuramente è stato un viaggio lungo e impegnativo; ma quando, con le gambe indolenzite e lo stomaco che brontolava per la fame, abbiamo intravisto da lontano le luci colorate di un luna park e abbiamo capito di essere arrivati a Santa Monica… beh, l’emozione è stata indescrivibile e la fatica ampiamente ripagata.

 

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