Paola loves travelling | VIAGGI INTERIORI
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VIAGGI INTERIORI

Sono quasi due mesi che non scrivo sul blog. In una certo senso, la cosa è stata consequenziale alla mia decisione, presa a inizio dicembre, di sottoporre il sito a una revisione grafica e contenutistica; una decisione lungamente ponderata, ma assolutamente necessaria se davvero sono intenzionata a fare le cose "sul serio" (o, per lo meno, a provarci). Si è trattato di una decisione che non è maturata così, dal nulla. A fine novembre ho partecipato, infatti, a un corso di blogging, durante il quale mi sono potuta per la prima volta confrontare vis a vis con altre persone che hanno deciso di intraprendere una strada simile alla mia. Utile, direte voi. Beh, sì: utile. Scambio di opinioni, confronto con altre esperienze, opportunità di crescita e arricchimento personale. Ma, oltre a questo, il corso è stato anche un bagno di realtà senza precedenti. E per una come me, abituata a essere sempre la prima della classe, questo è stato inizialmente molto demotivamente.

Oggi è una giorno un pò speciale, per diversi motivi. Prima di tutto, perchè oggi ho messo un punto a un percorso cominciato quasi un anno fa, un percorso che mi ha fatto riflettere, maturare, sciogliere nodi che fino a quel momento mi erano sembrati impossibili da districare e, soprattutto, mi ha fatto conoscere una parte di me prima sconosciuta. Non so che segno di interpunzione sia, questo punto: se un punto e virgola, in attesa di riprendere un domani il percorso lì dove adesso l'ho lasciato; se un punto e basta, perchè ciò che dovevo capire l'ho capito e non avrò mai più bisogno di ritornare su certi argomenti; o se, magari, si tratta di puntini di sospensione, che lasciano aperto qualsiasi scenario. Ecco, sì, forse sono proprio puntini di sospensione.

In questa foto avevo vent'anni. Il primo vero viaggio insieme a Gabri, la prima volta che salivo su un aereo, la prima volta che dormivo fuori casa per più di un giorno. Parigi, a oggi la città forse più affascinante che abbia mai visto. Qui eravamo seduti sull'erba dei Jardins des Tuilieres, dopo aver visitato il Louvre: il mio sorriso la dice lunga sulla felicità che mi sentivo in petto in quel momento. Ho scelto questa foto perchè a volte (e oggi è uno di quei giorni) ho la sensazione che quella ragazza non esista più. Certo, sono passati dodici anni: non sono più una ragazza, sono diventata una donna; e di cose ne sono successe tante: traguardi raggiunti, sogni infranti, persone che se ne sono andate lasciando un vuoto incolmabile nella mia vita. In un certo senso, è normale che quella ragazza non esista più, mi dico.

Sulla parete di fronte al mio angolo scrittura ho appeso un quadro con l'immagine di questa citazione, a me molto cara. Non so chi l'abbia detta, nè in quale occasione. So solo che non appena l'ho letta, mi è stata di grande ispirazione. "BE FEARLESS IN THE PURSUIT OF WHAT SETS YOUR SOUL ON FIRE". Ecco, io non ho particolari aspettative da questo blog. So solo che rappresenta ciò che a me "accende lo spirito". Certo, sono consapevole del fatto che non sarà facile. Ma proprio stamattina ho letto una frase di Seneca che dice “molte cose non perché sono difficili non osiamo, ma perché non osiamo sono difficili.” Se non oso, se non provo, non potrò mai sapere se tutto questo può avere un senso.