Paola loves travelling | VIAGGI INTERIORI
25
archive,category,category-viaggi-interiori,category-25,ajax_fade,page_not_loaded,,paspartu_enabled,paspartu_on_top_fixed,qode-child-theme-ver-1.0.0,qode-theme-ver-13.4,qode-theme-bridge,disabled_footer_top,wpb-js-composer js-comp-ver-5.4.5,vc_responsive

VIAGGI INTERIORI

Sono quasi due mesi che non scrivo sul blog. In una certo senso, la cosa è stata consequenziale alla mia decisione, presa a inizio dicembre, di sottoporre il sito a una revisione grafica e contenutistica; una decisione lungamente ponderata, ma assolutamente necessaria se davvero sono intenzionata a fare le cose "sul serio" (o, per lo meno, a provarci). Si è trattato di una decisione che non è maturata così, dal nulla. A fine novembre ho partecipato, infatti, a un corso di blogging, durante il quale mi sono potuta per la prima volta confrontare vis a vis con altre persone che hanno deciso di intraprendere una strada simile alla mia. Utile, direte voi. Beh, sì: utile. Scambio di opinioni, confronto con altre esperienze, opportunità di crescita e arricchimento personale. Ma, oltre a questo, il corso è stato anche un bagno di realtà senza precedenti. E per una come me, abituata a essere sempre la prima della classe, questo è stato inizialmente molto demotivamente.

Oggi è una giorno un pò speciale, per diversi motivi. Prima di tutto, perchè oggi ho messo un punto a un percorso cominciato quasi un anno fa, un percorso che mi ha fatto riflettere, maturare, sciogliere nodi che fino a quel momento mi erano sembrati impossibili da districare e, soprattutto, mi ha fatto conoscere una parte di me prima sconosciuta. Non so che segno di interpunzione sia, questo punto: se un punto e virgola, in attesa di riprendere un domani il percorso lì dove adesso l'ho lasciato; se un punto e basta, perchè ciò che dovevo capire l'ho capito e non avrò mai più bisogno di ritornare su certi argomenti; o se, magari, si tratta di puntini di sospensione, che lasciano aperto qualsiasi scenario. Ecco, sì, forse sono proprio puntini di sospensione.

In questa foto avevo vent'anni. Il primo vero viaggio insieme a Gabri, la prima volta che salivo su un aereo, la prima volta che dormivo fuori casa per più di un giorno. Parigi, a oggi la città forse più affascinante che abbia mai visto. Qui eravamo seduti sull'erba dei Jardins des Tuilieres, dopo aver visitato il Louvre: il mio sorriso la dice lunga sulla felicità che mi sentivo in petto in quel momento. Ho scelto questa foto perchè a volte (e oggi è uno di quei giorni) ho la sensazione che quella ragazza non esista più. Certo, sono passati dodici anni: non sono più una ragazza, sono diventata una donna; e di cose ne sono successe tante: traguardi raggiunti, sogni infranti, persone che se ne sono andate lasciando un vuoto incolmabile nella mia vita. In un certo senso, è normale che quella ragazza non esista più, mi dico.