Paola loves travelling | Il blog è di nuovo online: dove eravamo rimasti e cosa c’è di nuovo
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Il blog è di nuovo online: dove eravamo rimasti e cosa c’è di nuovo

Il blog è di nuovo online: dove eravamo rimasti e cosa c’è di nuovo

Finalmente il mio blog è di nuovo online e io non potrei essere più felice!
E’ cambiata la grafica (molto più colore, come piace a me), ma la vera novità sono (e saranno) soprattutto i contenuti.
Ma andiamo con ordine…
Dunque: dove eravamo rimasti?
Ci siamo salutati più o meno a fine novembre, dopo un momento di crisi in cui ero stata assalita da mille dubbi circa la mia intenzione di proseguire o meno con questo progetto.
Poi la decisione di continuare, ma con la consapevolezza di voler cambiare qualcosa nell’impostazione di fondo del blog, così da renderlo più in linea con la mia personalità e con le mie aspettative.

In questi mesi di silenzio in cui non ho scritto praticamente niente ho, però, riflettuto moltissimo e sono arrivata a capire che quello che volevo non era il classico travel blog: ciò che volevo era uno strumento che mi rispecchiasse nelle mie molteplici sfaccettature e mi desse la possibilità di comunicare il mio personalissimo punto di vista sui viaggi e sulla vita in generale. Una sorta di diario, insomma: solo che non un diario segreto come quello che scrivevo ai tempi delle elementari, ma una piattaforma virtuale tramite la quale condividere pensieri, emozioni e riflessioni.

Ecco, sì: condivisione. Questa è la parola chiave. Mai come in questo momento ho sentito il desiderio, e il bisogno, di condividere con gli altri le mie esperienze. In questo mondo ossessionato dai social in cui la parola condivisione è alquanto inflazionata, io sento l’esigenza di condividere nel senso più stretto del termine: “spartire, dividere con altri”, come recita il vocabolario Zingarelli.

Tutta questa introduzione (che spero non abbiate trovato oltremodo noiosa) mi porta dritta dritta a raccontare cosa c’è di nuovo in Paola loves travelling: come si legge nel sottotitolo, è il mio blog di viaggi, sia quelli nel mondo, sia quelli dentro me stessa.

Partiamo dai primi, dunque. I viaggi veri e propri: nel mondo, in Italia, nella mia splendida Toscana…
In questi mesi ho spulciato un pò in giro, alla ricerca di travel blog che potessero essermi d’ispirazione. Che dire, ne ho trovati moltissimi:  il web, ormai, ne è pieno zeppo.
E poi mi sono messa sotto con lo studio, perchè nella vita non ci si improvvisa niente, nemmeno travel blogger: ho letto e riletto le pricipali regole SEO, ho capito l’importanza delle parole chiave e dei titoli del tipo “5 cose da fare a”, ho cercato di assimilare le tecniche attraverso cui i migliori travel blogger veicolano le informazioni.
Il problema, però, è che mi sono infarcita talmente tanto di simili nozioni che, arrivata a un certo punto, mi è venuta la nausea.
“E’ davvero questo il modo in cui voglio scrivere dei miei viaggi?” mi sono chiesta.
La risposta è stata ovviamente no.
Ciò che interessa a me non è solo dare informazioni su dove mangiare e cose vedere in un luogo che visito; ciò che voglio è raccontare una storia, come se i miei articoli di viaggio fossero i capitoli di un libro più ampio che è la mia vita.
Nessun luogo è più speciale di un altro. E’ il modo in cui lo si racconta che lo rende speciale. E siccome io non sono assolutamente più brava o più capace di tanti altri blogger che si trovano in rete, l’unico modo che ho per rendere speciale un luogo di cui parlo è farlo attraverso il mio personalissimo punto di vista: senza voler imitare nessuno, senza volermi per forza uniformare a regole che mi stanno strette. Chiunque può descrivere un luogo, ma solo io posso farlo a modo mio.

Da tutto questo ne consegue che i miei post, con estrema probabilità, non saranno molto apprezzati dai cultori della SEO, nè tantomeno saranno indicizzati particolarmente bene da Google. Ma, almeno, io non avrò la sensazione di timbrare il cartellino ogni volta che scrivo un post nel mio diario virtuale. E questo, credetemi, è già una bella conquista…

Ma veniamo adesso al secondo punto: i viaggi interiori. Da-da-da-da? Che cosa saranno?

Voglio fare una piccola premessa.

Quando, in quinta liceo, i professori ci assegnarono il tema del viaggio come filo conduttore delle nostre tesine di maturità, ci fu chi parlò dello sbarco sulla Luna, chi della fuga a Tahiti di Paul Gauguin e chi del ritorna a casa dei deportati dei campi di sterminio. In altre parole, i miei compagni di classe parlarono di viaggi materiali, avvenuti nello spazio fisico.
Io, invece, fui l’unica a intendere il viaggio in senso metaforico e parlai del suicidio di Virginia Wolf: “Il capolinea di un viaggio intenso e travagliato” si intitolava la mia tesina di maturità.

Lasciando perdere l’anima un pò dark che avevo intorno ai diciotto anni e che, per fortuna, adesso ho riposto nell’armadio, il nodo della questione è che io ho sempre interpretato la vita come un grande viaggio: con i suoi treni in ritardo, i suoi scorci fuori dal finestrino, i suoi  ricordi da immortalare e le sue escursioni quotidiane.

Anche perchè, diciamoci la verità: di viaggi veri e propri non è che riesca a farne poi così tanti come vorrei (il tempo e i soldi a disposizione sono sempre troppo pochi).
Ma di viaggi interiori, beh: di quelli ne faccio quotidianamente. Sono a costo zero, posso partire e tornare all’ora che voglio e, molto spesso, mi conducono a mete che non mi sarei mai nemmeno immaginata esistere.
Quindi, sì, in questo blog parlerò anche dei miei viaggi interiori, spinta ancora di più da quella esigenza di condivisione di cui parlavo prima.

Con un’ultima, importante, precisazione, però.

“Frequentando” il mondo dei social, a volte mi capita di sentirmi incredibilmente fuori luogo. Prendo come esempio Instagram: è infarcito di gente sempre al top, gente che vede sempre il bicchiere mezzo pieno, gente che sembra aver scoperto il senso profondo della vita. Beati loro, mi viene da pensare.

Intendiamoci: con questo non voglio dire che non si debba avere uno spirito positivo e ottimista.

Ma, a momenti, mi sembra tutto così ostentato…

Io sono una persona felice, ma non sempre e comunque. Delle zone d’ombra ci sono, di tanto in tanto. Non vedo solo cuoricini e stelline in giro, non sento sempre gli uccellini fischiettare fuori dalla finestra, non mi stupisco ogni mattina della bellezza di un cielo limpido e azzurro. Magari dovrei, ma proprio non ci riesco. E allora non vedo la ragione per cui non dovrei parlare di queste cose.

Nel mondo dei blog e dei social ho la sensazione che le emozioni che tendiamo a definire più brutte (e che poi più brutte non sono, solo solo umane) siano viste come una sorta di tabù. Qualcosa di cui non parlare, per non adombrare quell’aurea di perfezione così sapientemente costruita dietro la quale in molti mi sembrano nascondersi. Non c’è alcun giudizio di valore in quello che scrivo, sia chiaro. Ognuno é libero di fare, dire e pensare ciò che vuole, nonché di trasmettere i messaggi che ritiene più coerenti con la sua persona e con il suo profilo social.

Semplicemente, a me non interessa apparire perfetta, né tanto meno impassibile di fronte agli sconvolgimenti della vita.

Questo blog è uno spazio virtuale che voglio condividere con chi avrà voglia di leggermi.

Ora sta a voi decidere se essere, o no, i miei lettori.

 

28 Comments
  • Paola Maggio
    Posted at 14:46h, 15 marzo Rispondi

    Ciao Paola
    Bello mi piace quello che hai scritto. Io si ti leggerò. È vero che la vita non é tutta rose e fiori ed é bello scrivere, parlare anche di altro. Non tutti ce la fanno.
    Ti faccio tantissimi auguri per il tuo nuovo sito e piano piano andrò a leggere tutti gli articoli che hai scritto.
    Un abbraccio
    Paola

  • Luca Intaschi
    Posted at 20:13h, 15 marzo Rispondi

    Ma quindi non ho capito quali sono le 5 cose da fare assolutamente a New York???

  • Alessandra
    Posted at 08:04h, 16 marzo Rispondi

    Che bella presentazione! Fai venire voglia di seguirti! È un modo diverso per approcciarsi al viaggio. Buona continuazione!!

  • Roberta Isceri
    Posted at 09:25h, 16 marzo Rispondi

    Una lettrice ce l’hai! Ho aperto il mio blog con lo stesso spirito e DETESTO la positività a tutti i costi. Tant’è che quando parlo delle mie ombre, anche solo in modo accennato, mi chiedono cos’abbia, se sia giù. È assurdo. Perché dovrei essere sempre su? E poi, non essere al top vuol dire essere giù? Cara Paola, hai sfondato una porta aperta 😉

    • paola
      Posted at 09:44h, 16 marzo Rispondi

      Cara Roberta, non ti conosco ma leggo sempre quello che scrivi ed ero sicura che mi avresti capito!

  • Daniela
    Posted at 13:46h, 16 marzo Rispondi

    Mi fa piacere apprende che tu abbia voluto proseguire con il tuo progetto! Brava! Trovo perfetta la metafora del cartellino. I classici post puntuali piacciono tanto a google ma effettivamente non sono il modo migliore per esprimersi!

  • Federica
    Posted at 15:06h, 16 marzo Rispondi

    Assolutamente si!
    Leggeremo volentieri i tuoi pensieri e i tuoi viaggi..
    Anche noi non siamo felici ogni giorno..
    Ci si prova.. ma i momenti bui ci sono comunque..
    L’importante è andare avanti!
    Brava per non aver mollato 🙂

  • Cassandra - Viaggiando A Testa Alta
    Posted at 22:37h, 16 marzo Rispondi

    Ciao Paola, piacere di conoscerti. Una gran bella introduzione questa. Concordo con il tuo modo di pensare: ormai il mondo del travel blogging è veramente saturo e sta diventando quasi irrealistico. Portiamo avanti la bandiera della normalità e della semplicità!!!

  • Giovy Malfiori
    Posted at 14:29h, 17 marzo Rispondi

    Sentirsi fuori luogo in rete è molto più facile di quello che pensi. Vai avanti per la tua strada, scrivi quello che vuoi e punto. Tutto il resto è contorno.

  • Alessia
    Posted at 21:04h, 17 marzo Rispondi

    In bocca al lupo per il tuo viaggio.. Siamo tutte più o meno sulla stessa barca. Anche io ad un certo punto mi sono chiesta se volevo scrivere pensando alla Séo, ai titoli impersonali, ecc e la risposta é no! Voglio scrivere come piace a me, raccontare il mio viaggio, la mia vita, la mia esperienza…

  • Sofia
    Posted at 08:53h, 18 marzo Rispondi

    Anche io non sono una cultrice del SEO. Fatico a seguire tutte quelle regole che mi tolgono spontaneità. In bocca la lupo

  • Valentina
    Posted at 14:42h, 18 marzo Rispondi

    Ciao Roberta! Ho letto con piacere la tua presentazione, e mi hai incuriosito parecchio! Concordo con ciò che hai scritto, a volte la densità di informazioni e di contenuti con cui entriamo in contatto ci può saturare e nauseare un pò, ma non dobbiamo mai perdere di vista la nostra passione. È lei che ci ispira, è lei che ci fa andare avanti. Il web è pieno zeppo di siti e blog perfetti in chiave SEO ma totalmente stereotipati e spersonalizzati. Io apprezzo di più la genuinità, lo stile personale, i racconti in tutte le loro sfacettature. Quindi continua così! Una nuova lettrice ce l’hai 🙂

  • Raffaella
    Posted at 14:53h, 18 marzo Rispondi

    Dopo aver letto il tuo post ho pensato che è davvero bello ogni tanto perdere la strada, se poi la ritrovi bella dritta davanti a te. Per fortuna ognuno di noi è un essere speciale e spetta a noi trovare il modo migliore per esprimerci. Sono curiosa di leggere i prossimi post!

  • Laura
    Posted at 16:48h, 18 marzo Rispondi

    Grazie per aver condiviso questo momento. Fare blogging in un mondo in cui oramai i blog si somigliano un po’ tutti tra loro non è semplice e comprendo i dubbi e le ricerche per cercare di distinguersi tra la folla

  • Giordana Querceto
    Posted at 17:58h, 18 marzo Rispondi

    Condivido con te l´esigenza di scrivere per suscitare emozioni e non per risolvere i dubbi pratici dei viaggiatori che non sanno dove andare a cenare.

  • Dani
    Posted at 10:43h, 19 marzo Rispondi

    Un grosso in bocca al lupo per questo tuo nuovo inizio!

  • Giulia
    Posted at 13:04h, 19 marzo Rispondi

    Questa nuova veste del blog mi piace moltissimo, anch’io amo i colori!

  • Denise
    Posted at 13:33h, 19 marzo Rispondi

    Ciao cara! Bentornata nel mondo dei blog! Devo dire che io preferisco gli articolo personali, quindi ti seguirò sicuramente 🙂

  • francesca
    Posted at 15:10h, 20 marzo Rispondi

    Sono d’accordo con te, ognuno deve trovare la sua voce. Di blogger che vivono del proprio blog ce ne sono pochi, tanto vale scrivere quello che uno si sente, no?

  • simona
    Posted at 15:56h, 20 marzo Rispondi

    Ciao Paola, io la penso esattamente come te. Se ci uniformassimo tutti lasciando fuori le nostre personalità e le nostre emozioni, allora a mio parere non avrebbe senso. La nostra bellezza sta proprio nell’essere diversi, nell’avere un nostro modo di scrivere e di raccontare. Purtroppo ultimamente siamo diventati numeri ambulanti. Io non mi stancherò mai di ripetere che non sono i numeri a contare ma la sostanza, il carattere e la personalità Non smetterò mai di ripetere che anche sui social siamo persone e non numeri. MI sto accorgendo però che ci sono più persone di quanto pensiamo che infondo ci apprezzano veramente per quello che siamo! Tutto questo per dirti, continua così e non temere! 😉

  • Noemi Bengala
    Posted at 16:35h, 20 marzo Rispondi

    Allora ben tornata! qualche volta è necessario anche fare uno stop per ricentrarsi e andare avanti più forti che mai

  • Giulia M.
    Posted at 17:29h, 20 marzo Rispondi

    Mi ritrovo totalmente con il tuo desiderio di parlare di te stesa attraverso il blog, di narrare tutti i tipi di viaggio non in modo asettico ma con una voce precisa. I travel blog che più mi piacciono comunque sono proprio quelli in cui riesco a entrare in sintonia con l’autrice, per cercare info generiche spesso bastano i portali. Insomma, magari non ti interesserà diventare un mostro della SEO, ma se nei post metti molto di te stessa, oltre che le informazioni, per me hai già fatto un passo avanti : )

  • Stefania
    Posted at 18:24h, 20 marzo Rispondi

    Proprio qualche gg fa una mia amica conosciuta sul web mi ha fatto proprio notare questo. Bisogna suscitare emozioni, non solo nozioni e posti da vedere .. per quello c è la loonely!

  • Elisa
    Posted at 20:48h, 20 marzo Rispondi

    Bellissima presentazione! Condivido tutto quello che hai scritto. Ho anch’io i tuoi stessi dubbi su molte cose del web. Io per esempio ho smesso di usare Instagram che alla fine mi ha fatto “l’effetto nausea” nel cercare a tutti i costi la perfezione. Ti faccio un grande “in bocca al lupo”!!!

  • Roberta
    Posted at 21:13h, 20 marzo Rispondi

    Non è facile trovare la propria voce, ma sono convinta che è proprio chi rischia, chi decide di prendere una strada diversa, chi non segue la corrente che ha le più grandi possibilità di “essere notato” e di farsi apprezzare da spiriti affini. E se non si riesce proprio ad “avere successo” si può essere quanto meno fieri di brillare di luce propria. E non è poco 🙂

  • sandra
    Posted at 11:04h, 23 marzo Rispondi

    Leggendo questo tuo post mi sono ritrovata in tutto e per tutto, ho vissuto la tua stessa genesi, ora sto cercando di fare chiarezza e di far condividere aspetti tecnici e la mia passione per il viaggio e la scrittura.
    Intanto buon lavoro!

  • Paola
    Posted at 20:52h, 23 marzo Rispondi

    Oggi un travel blogger non può più limitarsi a recensire hotel e ristoranti, ma deve imparare sempre di più a raccontare una destinazione. Sei quindi sulla strada giusta e ti auguro di proseguire con la tua strada in questo mondo di blogging 🙂

  • Raffi
    Posted at 13:34h, 10 aprile Rispondi

    Si chiama travel blog, ma il vero viaggio è quello che facciamo dentro di noi ogni volta che decidiamo di condividere un’esperienza vissuta con gli altri.
    Buon viaggio, allora!
    🙂

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