Paola loves travelling | Viaggio interiore n.3 – La paura di inziare
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Viaggio interiore n.3 – La paura di inziare

Viaggio interiore n.3 – La paura di inziare

Sono quasi due mesi che non scrivo sul blog.
In una certo senso, la cosa è stata consequenziale alla mia decisione, presa a inizio dicembre, di sottoporre il sito a una revisione grafica e contenutistica; una decisione lungamente ponderata, ma assolutamente necessaria se davvero sono intenzionata a fare le cose “sul serio” (o, per lo meno, a provarci).
Si è trattato di una decisione che non è maturata così, dal nulla.
A fine novembre ho partecipato, infatti, a un corso di blogging, durante il quale mi sono potuta per la prima volta confrontare vis a vis con altre persone che hanno deciso di intraprendere una strada simile alla mia.
Utile, direte voi.
Beh, sì: utile. Scambio di opinioni, confronto con altre esperienze, opportunità di crescita e arricchimento personale.
Ma, oltre a questo, il corso è stato anche un bagno di realtà senza precedenti. E per una come me, abituata a essere sempre la prima della classe, questo è stato inizialmente molto demotivamente.


“Ma cosa penso di fare io?”, mi sono detta, guardando le grafiche spaziali e i viaggi oltreoceano raccontati negli altri blog presi in rassegna durante il corso.
Sono seguiti, nell’ordine, un paio di giorni di sconforto assoluto (anche questo tipico del mio carattere di …) e il pensiero più volte rimuginato di chiudere il sito e abbandonare tutto.
Poi, una persona molto saggia, che sembra un pò riuscire a leggermi dentro e a vedere oltre il mio strato incancrenito di sfiducia in me stessa, mi ha fatto riflettere e capire che abbandonare il progetto del blog non era ciò che veramente volevo.
“Si tratta solo di rimboccarsi le maniche e ripartire, tutto qua”, mi ha detto, come se fosse una cosa scontatissima.
E’ solo in quel momento che sono riuscita a vedere le cose con maggiore distacco e mi sono ricordata che non sempre tutto è facile, nella vita: anzi, la maggior parte delle volte è tutto difficile. Che non sempre si può pretendere di avere tutto e subito: che ci vogliono costanza, dedizione e tenacia, anche quando ogni cosa sembre andare per il verso sbagliato.
Ed è stato sempre in quel momento che ho accettato l’amara verità che non basta registrare un dominio per poter dire di aver un blog; che non basta scrivere un paio di articoli per definirsi blogger; che bisogna studiare, capire e approfondire, anche in questo ambito, perchè l’improvvisazione, sì, può andare a buon fine una volta su un milione: ma è molto più probabile che non porti a un bel niente.
Meglio essere preparati, quindi.
Ecco spiegato perchè, per un paio di mesi il blog è stato a riposo.
Tutto rimandato a gennaio: questa era la scadenza prefissata. O, per meglio dire, il nuovo punto di partenza.
Il problema, se così si può definire, è che ora, a gennaio, ci siamo arrivati per davvero.
E io mi ritrovo ad avere tremendamente paura.
Ho paura di sbagliare, paura di non riuscire, paura di aver perso l’entusiasmo iniziale.
Mi rendo conto che sto attraversando un periodo un pò particolare, una condizione che onestamente non mi è mai appartenuta in passato: mi sento fragile come una foglia al vento, totalmente in balìa degli eventi.
Basta poco per accendermi, ma basta poco anche per spegnermi. Tra questi due estremi si colloca un umore variabile, suscettibile, eccessivamente dipendente dagli eventi esterni.
E così, in questa situazione, anche ciò che dovrebbe farmi star bene in realtà mi spaventa.
Non ho paura di fallire: ho proprio paura di provare, come se preferissi crogiolarmi in uno stato perenne di attesa e insicurezza.
“Non nasconderti dietro al sintomo”, mi ha detto una volta una persona, quando provavo a farle capire che stavo male, in quel momento.
Perchè stare male, in un certo senso, è facile: lo sappiamo fare tutti. E’ stare bene che è più difficile e anche solo provarci può fare paura, per lo meno a una come me.
Ecco perchè è stato così difficile, oggi, scrivere questo post. Perchè temevo di non essere più in grado di farlo, di non riuscire a portarlo in fondo o, ancora peggio, di realizzare, una volta scritto, che non me ne fregava assolutamente niente di averlo fatto.
Era già da qualche giorno che pensavo di riaprire il blog e scrivere. Mi avvicinavo al pc, fissavo lo schermo, poi rimandavo di nuovo.
La paura di inziziare, la chiamo io.
Il momento in cui devi scontrarti con l’ostacolo e non sai se ne uscirai vincitore o vinto. E più rimandi, più l’ostacolo si ingigantisce e ti sovrasta.
Come quando prometti a un amico che lo chiamerai presto. Passa un giorno, due giorni, una settimana, un mese: ma tu l’amico non lo chiami, un pò per pigrizia un pò perchè sei affaccendato in altro e non ti sembra mai il momento giusto. “Lo farò domani” ti dici, ma il domani non arriva mai. E poi passano i mesi, gli anni e a quel punto chiamarlo diventa impensabile, perchè che figura ci faresti? E da un parte ti dispiace, perchè tu, a quell’amico ci tenevi: ma, ormai, sai che è troppo tardi, sai che è troppo difficile alzare la cornetta. Ormai è ormai, appunto, non ha più senso fare niente.
Io funziono così su un bel pò di aspetti, purtroppo. Rimando, rifletto, aspetto, rimando di nuovo. E va a finire che l’ostacolo vince molto spesso.
Circa un mese fa, sull’ondata dell’entusiasmo del “poi farò” ho chiesto al mio datore di lavoro tre mesi di aspettativa, da febbraio a maggio. Una concessione a me stessa: un pò di tempo per dedicarmi appieno ai miei progetti fermi da tempo, blog e non solo.
Ero felicissima della mia decisione, felicissima e anche orgogliosa di aver trovato il coraggio di prenderla.
Invece, ora che febbraio si avvicina, ecco che ci risiamo.
La paura di iniziare.
Sono assalita dai dubbi, penso a tutto e al contrario di tutto: avrò fatto bene? Ruscirò a concludere qualcosa? Sarò ispirata per scrivere?
Poi, però, mi dico che è di nuovo il sintomo a parlare, non io. E’ la paura, ma io non posso identificarmi con la paura. E’ la parte bambina, irrazionale, di me che parla: ma io sono un’adulta e devo trovare il coraggio di guardare oltre l’ostacolo.
Vada come vada, devo almeno provarci.

9 Comments
  • t-creation
    Posted at 15:58h, 20 marzo Rispondi

    Carinissima questa tua rubrica di “viaggi interiori”.
    Hai ragione, la paura di iniziare frena in molte cose e spesso rimandiamo per troppo tempo alcune decisioni per poi (dopo averle iniziate) accorgerci che potevamo farlo prima.
    Ma non è mai troppo tardi per iniziare! 🙂
    Complimenti e continua così!

  • Occhio allo Scatto
    Posted at 11:24h, 21 marzo Rispondi

    Bella intuizione questa rubrica “Viaggi interiori.” La paura di iniziare è comune a tutti, l’importante è non scoraggiarsi e unire passione allo studio 😉

  • Alessandra
    Posted at 09:01h, 23 marzo Rispondi

    Sto passando anch’io quello che hai passato tu: da giorni di entusiasmo a giorni in cui pensi che sia meglio chiudere tutto e dedicarsi ad altro. A volte è dura quando ti scontri con la realtà… Ma penso che, come hai fatto tu, la cosa migliore sia far tesoro dei buoni consigli (anche se schietti) e ripartire alla grande! Buona continuazione💪🏻😊

  • Serena Proietti Colonna
    Posted at 09:32h, 23 marzo Rispondi

    Ciao, io ho provato un sacco di paura prima di aprire il mio blog. Dopodiché ho cominciato a scrivere nonostante fossi a Cuba e con una connessione internet pessima. Poi ho smesso per 4 mesi e ore ho ripreso. Capisco quello che intendi, lo capisco perfettamente. Però io la supero così: mi sforzo di scrivere per ricordarmi quanto mi piaccia farlo 🙂 Buona continuazione!!!

  • Margherita
    Posted at 17:41h, 23 marzo Rispondi

    Mi piace questa sezione 🙂 sei molto spontanea e sincera, e sono doti preziosissime per questo “lavoro/passione”. Buon viaggio interiore e non 🙂

  • Roberta Isceri
    Posted at 17:56h, 23 marzo Rispondi

    A me piace come scrivi. Sei diretta e ti sveli, senza parlare di destinazioni in maniera superficiale. Detto questo (per incoraggiarti a continuare), capisco il tuo sconforto. Dopo 4 anni, ne ho spesso anche io da vendere. No, avere un blog non è facile e non è automatico che diventi un lavoro né che spacchi di brutto. Ma talvolta è meglio avere una propria nicchia ben costruita che migliaia di follower impazziti 😉

  • Silvia Bonini
    Posted at 16:18h, 24 marzo Rispondi

    Mi piace moltissimo questa tua rubrica. Mi ritrovo in molte cose che hai scritto e in molti lati del tuo carattere soprattutto quando dici “Basta poco per accendermi, ma basta poco anche per spegnermi.” Se posso darti un consiglio lo farò con parole non mie ma che per me sono fondamentali: Sii te stesso. Un originale vale più di una copia. Suzy Kassem

  • Elisa
    Posted at 10:50h, 25 marzo Rispondi

    Cara Paola, queste sono paure che abbiamo tutti! Fare blogging, e viverci, non è semplice, ma è un sogno e dobbiamo essere abbastanza brave da crederci e credere in noi stesse! Un grande in bocca al lupo e tanta forza per te!

  • cristiana
    Posted at 12:40h, 10 aprile Rispondi

    il coraggio premia sempre!

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