Paola loves travelling | New York: quando i sogni diventano realtà
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New York: quando i sogni diventano realtà

New York: quando i sogni diventano realtà

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Quando ero poco più di una bambina avevo un sogno: diventare una popstar. Erano i tempi di Britney Spears e io mi divertivo a imitarla, ballando e cantando nel salotto di casa mia, mentre MTV passava le sue canzoni a ripetizione (come dimenticarsi il video di Baby one more time:  ancora oggi sarei in grado di rifare la coreografia di lei tra i banchi di scuola!)

Comunque…

Crescendo, le mie doti canore e artistiche purtroppo non sono sbocciate e, così, il sogno di diventare una performer è finito nel dimenticatoio.

Nel frattempo, però, ecco che era maturato un altro sogno: quello di lavorare in un’agenzia ONU, tipo la FAO e l’UNESCO.  La tutela dei diritti umani mi è sempre stata molto a cuore e già mi immaginavo a lavorare sul campo; così, mi sono diplomata con ottimi voti, mi sono iscritta a Scienze Politiche Internazionali e ho coltivato assiduamente lo studio delle lingue straniere.

Ma, anche in questo caso… niente. La vita, con i suoi imprevisti e i suoi fuori programma, mi ha portato altrove e il sogno di lavorare in ambito umanitario è scemato come una chimera.

Ma, a noi,  cosa ce ne importa di questa introduzione un pò nostalgica? direte voi.

Beh, era semplicemente per farvi capire quanto il viaggio a New York sia stato importante per me: perchè mi ha permesso di vedere in qualche modo realizzati quei sogni che realtà non lo sono mai diventati.

Di cosa sto parlando? Di due esperienze che raccomando vivamente a chiunque visiti la Grande Mela.

  • Visita guidata alle Nazioni Unite

Davanti all’imponente Palazzo di Vetro, sede del Segretariato, sventolano le bandiere dei 193 Paesi aderenti e nel cortile antistante l’ingresso si possono ammirare alcune opere d’arte estremamente significative: “La statua della pace”, dono della Ex Jugoslavia, la statua “Non-violenza”, dono del Lussemburgo, l’opera “Sfera dentro una sfera” di Arnaldo Pomodoro, dono dell’Italia e la statua “Dalle spade forgiamo aratri”, vero e proprio simbolo dell’ONU e dei suoi fini, ovvero il mantenimento della pace mondiale e la crescita economica e sociale dei popoli.

Le visite guidate sono l’unico modo per accedere al cuore degli edifici: durano circa un’ora (l’ultima partenza è alle 16.45), sono organizzate a gruppi di dieci/dodici visitatori e si tengono in ben 17 lingue; si svolgono dal lunedì al venerdì e il prezzo del biglietto è di 22 dollari (con agevolazioni per studenti, bambini e over 60enni).

Durante il tour, la guida vi illustrerà le più importanti opere d’arte presenti all’interno, raccontandone l’origine, la provenienza e il significato: a me, quella che ha colpito di più è stata l’enorme mosaico di Norman Rockwell “The Golden Rule”; molto suggestiva anche la parete in cui sono raffigurati, in forma stilizzata dall’artista brasiliano Octavio Roth, i 30 articoli della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo.

Il vero e proprio clou della visita consiste nella possibilità di accedere alle “stanze dei bottoni”:  a seconda del calendario dei lavori dell’Organizzazione, potrete visitare il Consiglio di Amministrazione Fiduciaria, il Consiglio Economico e Sociale e, soprattutto, il Consiglio di Sicurezza e l’Assemblea Generale. Anche se non si è veri e propri esperti di diritto internazionale e materie affini, entrare nelle sale in cui si decide delle questioni più delicate a livello mondiale vi assicuro che fa un certo effetto. Per me, è stato un sogno diventato realtà!

Molto interessanti sono poi gli aneddoti e le curiosità che la vostra guida non mancherà di raccontarvi.
Sapevate che gli interpreti traducono il dibattito in arabo, cinese, francese, russo, spagnolo e inglese? E che, prima di ogni sessione, viene estratto a sorte l’ordine con cui i delegati saranno seduti?

Ps: al termine della visita non perdete l’occasione di fare un giro nello store delle Nazioni Unite: ci sono un sacco di idee per fare dei regali carini e…pre educativi!

  • Musical a Broadway

Anche questa è un’esperienza assolutamente imperdibile per chi visita la Grande Mela!

Noi abbiamo assisitito a “The Lion King”, al Minskoff Theatre, nel cuore di Time Square, ed è stata una delle serate più indimenticabili della mia vita: desideravo da sempre assistere a un musical e vedere proprio il Re Leone, uno dei musical più belli e coinvolgenti sulla scena di Broadway, è stata un’emozione unica.

Quando le quinte si sono aperte, il silenzio è calato e la musica ha cominciato a diffondersi in sala… io ero così emozionata che quasi piangevo! Poi sono cominciati a comparire sul palco giraffe, elefanti, uccelli e zebre e lo spettacolo è cominciato! E che spettacolo!

I biglietti si possono comperare online e costano circa 100 dollari:  non è necessario acquistarli con largo anticipo, noi li abbiamo presi il venerdì per il sabato.

Eh sì, lo so, non male come sabato sera newyorkese…

 

 

 

2 Comments
  • Chiara Falsaperla
    Posted at 10:34h, 23 Marzo Rispondi

    Ma che bella l’esperienza della visita alle Nazioni Unite! E poi Broadway…fantastico. Hai in parte realizzato un sogno che ti portavi dietro da tanto tempo. I viaggi sono belli proprio per questo 🙂

  • Marina
    Posted at 13:52h, 13 Aprile Rispondi

    Noi a Broadway abbiamo visto mary poppins la prima volta, quest’anno a Natale avendo la bimba piccola abbiamo lasciato stare i teatri e ci siamo dedicati alla città

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