Paola loves travelling | L’uomo che dorme: vi racconto come un sogno è diventato realtà
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L’uomo che dorme: vi racconto come un sogno è diventato realtà

L’uomo che dorme: vi racconto come un sogno è diventato realtà

Nel 2008, quando partecipai a un corso di formazione sulla leadership al femminile presso la SDA Bocconi di Milano, ricordo che la prima domanda che fu rivolta a noi, giovani laureate piene di speranze, fu banalmente questa: “quale é il vostro più grande sogno? Perché é da lì che dovete partire”.
Le riposte furono le più disparate. C’è chi aveva studiato economia e voleva diventare manager di banca, chi già si vedeva magistrato di successo, chi aspirava a fare la dirigente aziendale.
La mia risposta, invece, lasciò tutti un pò basiti. “Scrivere un libro”, risposi senza alcuna esitazione. Del resto, a ventitrè anni, era quella l’unica certezza che avevo riguardo i miei sogni e il mio futuro (un pò come adesso, insomma…).
Eh già, scrivere un libro é sempre stato il mio sogno nel cassetto, sin da quando ero una bambina e infarcivo i miei diari segreti di pensieri e parole.
Il problema, però, é che, io, dal mio sogno, non sono mai veramente partita. Mi sono arenata in partenza, senza nemmeno provarci.
Giorno dopo giorno, anno dopo anno, c’era sempre qualcosa di più urgente o più importante da fare che non fosse scrivere. Cercare un lavoro sicuro, occuparsi della casa, fare progetti con il fidanzato, organizzare un matrimonio.
Tutto sacrosanto, per carità. Ma scrivere scivolava inesorabilmente sempre all’ultimo posto dei miei imperativi quotidiani.
Per timore di fallire, forse. O, forse, per semplice pigrizia. O, molto più verosimilmente, perché, nel mio sogno, non ci credevo abbastanza.

I sogni, però, non si avverano stando sdraiati sul letto a fantasticare. Facendo così, diventano soltanto nostalgiche illusioni che odorano di muffa.
I sogni si avverano solo se li togliamo dal cassetto in cui li abbiamo riposti e li coltiviamo amorevolmente giorno dopo giorno, come un piccolo seme che ha bisogno di essere annaffiato e curato quotidianamente per diventare pianta.
I sogni non si avverano grazie alla fortuna. Si avverano grazie alla dedizione, all’impegno, alla costanza e alla forza di volontà.
Ci ho messo un pò per capirlo e, soprattutto, non è stata una consapevolezza maturata in maniera indolore.
Ho dovuto perdere completamente l’orientamento prima di ritrovare la bussola. Ho dovuto toccare il fondo prima di cominciare la risalita. Ho dovuto provare una sofferenza da togliere il fiato prima di imparare a stare di nuovo bene nella mia pelle.
Ma nel momento in cui il dolore é scomparso e sono tornata a respirare a pieni polmoni, scrivere é stata la prima e unica cosa che ho sentito veramente il desiderio di fare. Un riflesso incondizionato, una spinta naturale: non era più il tempo di rimandare, era arrivato il tempo di agire.
Mi é bastato iniziare, che poi tutto il resto è venuto da sé.
Non ho dovuto sforzarmi per cercare le parole: sono state le parole a trovarmi.
E così, in meno di tre settimane, ha preso forma “L’uomo che dorme”.

L’uomo che dorme é la storia di una famiglia e delle difficoltà che a volte si hanno nell’accettare il proprio sangue e i legami che da esso derivano: “il sangue conta”, scrivo più volte nel mio romanzo, perché é una calamita inevitabile, anche quando vorremmo scappare e convincerci del contrario.
È una storia di sofferenza: di un dolore che a volte ci portiamo appresso per tutta la vita, ma con il quale possiamo imparare a convivere, a condizione che lo si guardi in faccia, che lo si affronti per quello che é, senza nasconderci dietro la paura di non essere compresi, di essere giudicati e, chissà, magari di essere pure additati come “un po’ matti”. “Certi dolori svaniscono solo se si lasciano evaporare”: perché altrimenti rimangono dei macigni che ci schiacciano, insieme al senso di colpa.
E’, poi, una storia di condivisione: perché ognuno di noi si porta dietro il proprio bagaglio di esperienze, fatto di gioie, dolori e paure. E se la pensiamo in questo modo, se ci rendiamo conto che ognuno di noi é un po’ solo con le proprie fragilità, allora questo può aiutare a farci sentire un po’ meno soli, e anche un po’ meno fragili.
Ma é anche una storia di coraggio e di speranza: di rinascita e miglioramente verso la scoperta di un senso da dare alla propria esistenza, anche quando la vita, con i suoi imprevisti e i suoi fuori programma, sembra toglierci le energie per continuare a inseguire i nostri sogni.
E, infine, una storia d’amore. Avete presente la canzone di Mengoni che dice “se qualche volta ho anche perso la testa, però l’amore mi ha cambiato l’esistenza…”: ecco, proprio così.

Scrivere la parola fine sull’ultima pagina del mio romanzo è stata una delle emozioni più forti che abbia mai provato in vita mia. E la stessa emozione l’ho provata quando mi é arrivata a casa la prima copia cartacea del libro.
Un mix di soddisfazione, orgoglio e istinto di protezione. Mi sono sentita un pò come la protagonista di “P.S. I love you”, quando sente il bisogno di fare qualcosa di creativo e capisce che creare modelli di scarpe è la sua strada.
Anche io ho creato qualcosa di mio, mio soltanto. Un libro, il mio sogno, adesso, fuori dal cassetto.
Non so ancora se scrivere sia davvero la mia strada. Lo spero, ma non ne sono certa.
Ciò che conta è che, intanto, ho finalmente trovato il coraggio di imboccare una direzione.
Vedremo dove mi condurrà.

L’uomo che dorme é ordinabile in tutte le librerie, direttamente sul sito di Eretica Edizioni, su Ibs e, a breve, lo sarà anche su Amazon.
A tutti quelli che lo leggeranno, un grazie in partenza. Sarebbe stupendo sapere cosa ne pensate.

17 Comments
  • Eleonora
    Posted at 15:58h, 04 aprile Rispondi

    Avendo i tuoi stessi bisogni e il tuo stesso modo di esprimerli (viaggiando e scrivendo) mi sento così emozionata per il tuo percorso! Congratulazioni per la nascita di questo piccolino, magari il primo di molti altri! Però lui sarà sempre il primo, per cui senti quell’istinto protettivo di cui parli.

    “Anche io ho creato qualcosa di mio, mio soltanto. Un libro, il mio sogno, adesso, fuori dal cassetto.
    Non so ancora se scrivere sia davvero la mia strada. Lo spero, ma non ne sono certa.
    Ciò che conta è che, intanto, ho finalmente trovato il coraggio di imboccare una direzione”

    Brava Paola!

  • Roberta
    Posted at 06:04h, 05 aprile Rispondi

    Ancora super brava! Questa sì che è una sorpresa da parte di una travel blogger 🙂 La storia sembra molto interessante e la problematica profonda. Ti dirò anche che mi piace il titolo e io sono un giudice severissimo con i libri. Bello il tuo percorso, che mi stai facendo scoprire piano piano…

  • Giulia
    Posted at 06:35h, 06 aprile Rispondi

    Ti faccio tantissimi complimenti, anch’io sogno di scrivere un libro – ho già in mente un paio di storie – ma ogni volta mi prende il blocco dello scrittore e non riesco ad andare avanti. Dovrei essere più audace sotto questo punto di vista!

  • Simona Genovali
    Posted at 06:38h, 06 aprile Rispondi

    Paola…mi hai emozionato e commosso! Ti leggerò. Un abbraccio grande!

  • Alessia
    Posted at 07:22h, 06 aprile Rispondi

    Che bel post e anche il tuo libro deve essere bellissimo… Complimenti per avercela fatta! La determinazione e la tenacia fanno realizzare cose incredibili!

  • anna di
    Posted at 07:26h, 06 aprile Rispondi

    complimenti Paola, immagino sia una soddisfazione incredibile e unica. giustissima la prima domanda “Qual’e il vostro sogno più grande, perchè da li che si parte” , e credo che nel corso della vita poi i sogni aumentino, si trasformino, l’importante è averne sempre uno. Complimenti ancora

  • FrancescaGi
    Posted at 07:32h, 06 aprile Rispondi

    Complimenti! Essendo io una lettrice compulsiva non posso fare altro che metterlo in wish list, perché il tuo post mi ha davvero incuriosita!

  • Raffaella
    Posted at 08:13h, 06 aprile Rispondi

    Complimenti. Scrivere è una cura. Anzi, la cura. Del tuo libro mi ha incuriosito tutto, dalla descrizione, al titolo, alla copertina. Lo leggerò.

  • Giovy Malfiori
    Posted at 09:27h, 06 aprile Rispondi

    Brava, congratulazioni!

  • Sofia
    Posted at 01:53h, 07 aprile Rispondi

    Caspita. Da leggere. Il libro. La tua storia invece un esempio. Una storia da raccontare a tutti quelli che non vogliono credere ai propri sogni e mettono un mare di ostacoli davanti. Compimenti.

  • Dani
    Posted at 04:31h, 08 aprile Rispondi

    Complimenti, che bel traguardo!

  • Raffaella
    Posted at 13:12h, 08 aprile Rispondi

    Quello che hai raggiunto è un traguardo bellissimo! Complimenti! Le parole contenute in questo tuo post riescono ad esprimere benissimo tutti gli stati d’animo con cui ti sei dovuta scontrare

  • Valentina
    Posted at 08:36h, 09 aprile Rispondi

    “I sogni, però, non si avverano stando sdraiati sul letto a fantasticare. Facendo così, diventano soltanto nostalgiche illusioni che odorano di muffa”.. Hai detto una verità fondamentale! Devo dire che quando ho iniziato a leggere questo post, mi sembrava di averlo scritto io. Avrei risposto esattamente la stessa cosa alla domanda che ti hanno posto, devo confessare che anche io ho sempre avuto il sogno di scrivere un libro. Ma come hai fatto tu per tanto tempo, sto procrastinando la cosa, rincorrendo altri impegni che mi sembrano più urgenti e concreti.
    Ti ammiro davvero tantissimo per il tuo coraggio, la tua determinazione e l’aver inseguito il tuo sogno senza arrenderti! Sei un esempio da seguire, per me e per tutti. Devo dire anche che il libro mi ispira moltissimo! Ancora complimenti, e continua così! Ti seguirò con piacere 🙂

    • paola
      Posted at 09:00h, 09 aprile Rispondi

      Cara Valentina, leggere parole come le tue mi rinfranca e mi fa pensare di essere sulla giusta strada. Non mi sento affatto un esempio, sono solo una persona come tante che ha commesso tanti errori prima di combinare finalmente qualcosa di buono (lo spero!). Grazie di cuore per il tuo messaggio!

  • Francesca | Chicks and Trips
    Posted at 12:18h, 10 aprile Rispondi

    Complimenti, l’ho fatto anche io e so che bella sensazione dà vedere la tua creatura finalmente pubblicata su carta. Complimenti davvero, te li meriti!

  • Serena Proietti Colonna
    Posted at 10:02h, 13 aprile Rispondi

    Ti faccio davvero i miei migliori complimenti. Sei stata davvero coraggiosa! Io avevo paura ad aprire un blog figuriamoci a scrivere un libro. Leggeró la tua opera prima molto volentieri 🙂

  • Bruna Athena
    Posted at 11:11h, 13 aprile Rispondi

    Congratulazioni allora! Deve essere una grande soddisfazione ^_^

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