Paola loves travelling | Il mio blog di viaggi - nel mondo e dentro me stessa
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La via più breve per giungere a se stessi

gira intorno al mondo

I tre giorni di tour nei parchi sono stati i tre giorni più indimenticabili del nostro indimenticabile viaggio nell'ovest americano. Lasciata alle spalle la frenesia di Las Vegas, ci siamo ritrovati a percorrere strade infinite che si perdono nell'orizzonte e a meravigliarci estasiati di fronte alla maestosità di una natura ancora padrona di se stessa, dove il visitatore è solo un ospite che deve muoversi con rispetto e ricordarsi di quanto l'uomo sia piccolo di fronte a così tanta imponenza. Il ricordo che ho di questi luoghi è di pace, armonia e, soprattutto, bellezza, una bellezza che ti toglie il fiato e che ti spinge a dire "non pensavo esistesse una cosa del genere"...

Quando ero poco più di una bambina avevo un sogno: diventare una popstar. Erano i tempi di Britney Spears e io mi divertivo a imitarla, ballando e cantando nel salotto di casa mia, mentre MTV passava le sue canzoni a ripetizione (come dimenticarsi il video di Baby one more time:  ancora oggi sarei in grado di rifare la coreografia di lei tra i banchi di scuola!)

Comunque...

Crescendo, le mie doti canore e artistiche purtroppo non sono sbocciate e, così, il sogno di diventare una performer è finito nel dimenticatoio.

In questa foto avevo vent'anni. Il primo vero viaggio insieme a Gabri, la prima volta che salivo su un aereo, la prima volta che dormivo fuori casa per più di un giorno. Parigi, a oggi la città forse più affascinante che abbia mai visto. Qui eravamo seduti sull'erba dei Jardins des Tuilieres, dopo aver visitato il Louvre: il mio sorriso la dice lunga sulla felicità che mi sentivo in petto in quel momento. Ho scelto questa foto perchè a volte (e oggi è uno di quei giorni) ho la sensazione che quella ragazza non esista più. Certo, sono passati dodici anni: non sono più una ragazza, sono diventata una donna; e di cose ne sono successe tante: traguardi raggiunti, sogni infranti, persone che se ne sono andate lasciando un vuoto incolmabile nella mia vita. In un certo senso, è normale che quella ragazza non esista più, mi dico.

1 - Tour in bici del Golden Gate fino a Sausalito e ritorno in battello

Attività depennata il nostro primo giorno americano: anche se noleggiare le bici non è affatto economico (84 dollari in due, per l'intera giornata), è un'esperienza assolutamente imperdibile. Di posti dove noleggiare le bici l'intera zona del Pier 39 (e non solo) è piena, quindi c'è solo solo l'imbarazzo della scelta. Consiglio di acquistare già i biglietti per il ritorno in battello, in modo da evitare la fila a Sausalito; se poi deciderete di rientrare in bici, vi ridaranno indietro i soldi del traghetto.

A chi ci ha chiesto "cosa avete fatto a Lecce?", abbiamo risposto: "Abbiamo mangiato. Tanto, bene, di gusto". E pure a un giusto prezzo, il che non guasta mai quando si è in vacanza. Il cibo rappresenta uno dei capisaldi irrinunciabili del vivere leccese: è socialità, è tradizione, è godersi la vita assaporandola lentamente.

Ecco alcuni suggerimenti su dove deliziare le vostre papille gustative:

Dall'antiquario: ristorante tipico leccese, si trova in fondo alla piazzetta adiacente alla chiesa di Santa Chiara. Noi siamo andati sul sicuro: orecchiette alle cime di rapa per Gabri e melanzane alla parmigiana per me. Il tutto accompagnato da un bel calice di Negramaro - http://www.dallantiquario.it/

 

La nostra prima sera a Lecce, davanti alla chiesa di San Matteo, ci imbattiamo in un matrimonio, ma non un matrimonio tradizionale: niente sposi che escono mano nella mano dalla chiesa né invitati che lanciano il riso. L'atmosfera è molto più festaiola, rumorosa: una band di trombettisti suona in strada e gli sposi ballano euforici, mentre gli invitati applaudono e ballano a loro volta, confondendosi con i turisti che guardano curiosi e riprendono la scena. Un matrimonio popolare, di strada appunto, si percepisce che gli sposi hanno tanta voglia di divertirsi e di festeggiare con chiunque passi di lì, in quel momento. "Benvenuti a Lecce", ci diciamo.

Due aggettivi per questa città: bellissima e freddissima.

Quindi, due consigli indispensabili: accertatevi che la batteria della vostra macchina fotografica sia sempre carica (perché gli scorci da immortalare sono davvero innumerevoli) e ricordatevi di mettere in valigia dei maglioncini di lana e una bella giacca pesante, che vi ripari soprattutto dal vento. Perché a San Francisco il clima è questo, anche in agosto: vento costante, molta foschia (vedere il Golden Gate per intero, in tutta la sua maestosità, è un privilegio per pochi) e temperature piuttosto basse, con una forte escursione termica tra pomeriggio e sera. Io e Gabri, purtroppo, non ci eravamo informati abbastanza su questo aspetto e devo ammettere che abbiamo sofferto un po' il freddo, soprattutto quando uscivamo per cena...Mannaggia a noi!

Il mio primo post di viaggio non poteva essere che questo: la California.

E non solo perché è stata la prima tappa del mio (anzi, nostro) meraviglioso viaggio di nozze, ma soprattutto perché, tra i saliscendi di San Francisco e le scogliere a picco sull'oceano di Big Sur, io c'ho veramente lasciato un po' il cuore. Se potessi, ci tornerei domani e indubbiamente ci rimarrei per più di una settimana, perché di cose da vedere e assaporare ce ne sono veramente tante, in particolare in una città sterminata come Los Angeles, in cui il tempo tiranno ti induce a visitare i luoghi più famosi e turistici, mentre di angoli nascosti da scoprire ce ne sarebbero veramente tanti. La promessa che io e Gabri ci siamo fatti è, quindi, di tornare a Los Angeles molto presto, dedicando tempo proprio ai quartieri meno battuti ma più intimamente autentici.

Sulla parete di fronte al mio angolo scrittura ho appeso un quadro con l'immagine di questa citazione, a me molto cara. Non so chi l'abbia detta, nè in quale occasione. So solo che non appena l'ho letta, mi è stata di grande ispirazione. "BE FEARLESS IN THE PURSUIT OF WHAT SETS YOUR SOUL ON FIRE". Ecco, io non ho particolari aspettative da questo blog. So solo che rappresenta ciò che a me "accende lo spirito". Certo, sono consapevole del fatto che non sarà facile. Ma proprio stamattina ho letto una frase di Seneca che dice “molte cose non perché sono difficili non osiamo, ma perché non osiamo sono difficili.” Se non oso, se non provo, non potrò mai sapere se tutto questo può avere un senso.